“Tu mi fai sempre ridere. Non è ironico o denigratorio. Non fosse per te avrei una paralisi del facciale.”

"Più ricuci strappi, più se ne aprono."

"Insegnami come si fa
a non sentirsi di troppo
e a non avere sempre dentro
il mare d’inverno."

Otto Ohm, Scusa

It hurts to let you go.

Gotye, Bronte

"Il guaio è che quasi chiunque pretende più attenzione di quanta sia disposto a darne. Perché quasi chiunque pensa di essere al centro del mondo. Se appena guardi le cose a distanza, vedi centinaia di milioni di persone ognuna convinta di essere al centro del mondo e smaniosa di un’attenzione che possa confermarlo. E’ patetico, no?
Eppure c’è qualcosa di terribilmente umano, in questo bisogno disperato di attenzione. C’è l’essenza di quello che siamo, forse.
Perché forse al nostro peggio siamo solo dei piccoli scavatori, ostinati a farsi una tana dove trascinare tutti gli oggetti e le persone e le sensazioni su cui riusciamo a mettere gli occhi e le
mani. E al nostro meglio siamo piccoli specchi, che riflettono frazioni di luce dell’universo a cui dare attenzione."

Andrea De Carlo, Pura vita

"E l’anima brucia più di quanto illumini."

Afterhours, Dentro Marilyn

"Il tempo è un’invenzione e un imbroglio.”
“Perché un imbroglio?”
“Il tempo non passa affatto. Non è un fiume, non è un nastro. Siamo noi che passiamo. E i cronometri e gli orologi e i calendari ci fanno passare a una velocità coordinata e del tutto indipendente dalle nostre percezioni. Ci trascinano con i loro ingranaggi apparentemente neutri e ineluttabili, finché non riescono a buttarci fuori dalle nostre vite."

Andrea De Carlo, Pura vita

"Ma tu hai imparato ad amare il tuo dolore piuttosto che non amarmi più."

Afterhours, Nostro anche se ci fa male

"C’è sempre un orologio che ci assedia con il suo ticchettio, e diecimila altre cose da pensare e da fare subito dopo. Abbiamo interi calendari srotolati davanti. Così il futuro si mangia il presente a una velocità furiosa e lo rigurgita subito nel passato, non te lo lascia mai tra le mani e davanti agli occhi abbastanza a lungo."

Andrea De Carlo, Pura vita

"Il fatto è che non sapevo cosa volesse dire, diventare. Non avevo la minima idea della distanza tra immaginare qualcosa e farlo, né dei modi per attraversare la distanza.”
“E allora?”
“Mi immaginavo e immaginavo le cose, tutto il tempo. Me le guardavo girare davanti agli occhi, sempre più ricche di dettagli e sempre meno raggiungibili. Vivevo su un piano parallelo, con contatti estremamente deboli con il mondo vero."

Andrea De Carlo, Pura vita